I triskell in Lombardia

di Preti Gianluca

 

Da un po' di tempo, mia moglie ed io, siamo alla ricerca di simboli celtici in giro per la nostra amata Lombardia, che possano in qualche modo fornire una concreta testimonianza di una celticità ancora esistente. Se non vi è dubbio che le origini di città come Milano e Como (e molte altre città sparse per il nostro territorio che una volta era l'Insubria), sono celtiche, è più difficile dimostrare una continuità storica o quanto meno trovare testimonianza di una coscienza delle radici che arrivi fino ai giorni nostri. I luoghi in questione sono già abbastanza suggestivi da poter "trasmettere" una forte e arcaica presenza, anche in una città come Milano. Se cerchiamo bene e ci guardiamo attorno attentamente, possiamo trovare simboli di differenti epoche che riconducono tutte alla natura celtica della città. Ho voluto scegliere solo un simbolo, il Triskell, per dimostrare che qualche volta seppur in modo quasi "occulto", questo simbolo è stato rappresentato nelle epoche più svariate sul nostro territorio. La scelta dei luoghi tra Milano e Como è dettata dal fatto che in questi luoghi mia moglie ed io abbiamo una maggiore conoscenza del territorio e vi passiamo certamente più tempo.

 

Partendo dalla Fàlera d'argento del primo secolo Ac, ritorvata a Manerbio sul Mella a Bresca che al suo centro ha un Triskhell.

 

 

Ma possiamo trovare già nella cultura di Golasecca, cultura risalente al IX secolo Ac e di sicura matrice celtica (provata dal ritrovamenti archeologici che testimoniano l'uso di una lingua celtica), un'importante testimonianza di come il numero 3 fosse un numero utilizzato per riti propiziatori.

L'esempio di calici a tre coppe custoditi nei vari musei lombardi ne sono un esempio.

 

 

A Milano faecendo un salto di molti secoli, possiamo vedere un primo esempio di triskell proprio all'interno del Duomo di Milano.

 

 

 

L'immagine è mossa a causa della necessità di scattare la fotografia con una lunga esposizione e senza flash dato che a quella distanza (si trova molto in alto sul soffitto del Duomo) sarebbe stato inutile.

La forma del Trikelle è molto evidente come possiamo notare.

Questo Trikelle in particolare si trova sulla volta della navata di destra appena dopo l'entrata in Duomo. Ma addentrandoci fino all'altare, recandoci verso la sacrestia che si trova alla sinistra dell'altare troviamo un altro interessante triskell

 

 

Tutta la cattedrale del Duomo è stata costruita come a rappresentare una gigantesca foresta. Questo i maestri Comacini, autori del Duomo di Milano di Como e della chiesetta di Lasnigo di cui parleremo più avanti ,volevano forse rappresentare in questo luogo, una foresta di colonne di pietra.

 

Recandoci poi a S. Maria delle Grazie dove è custodito il famoso affresco di Leonardo da Vinci "L'ultima cena o Cenacolo", notiamo proprio di fianco alla chiesa tra una fila di abitazioni una casetta che attira subito la nostra attenzione.

 

 

Se guardiamo più in particolare, i due rosoni a lato del portone ricordano dei motivi celtici, ma all'interno, e sui balconcini vi sono dei triskell in ferro battuto.

 

 

Abbandonammo ora Milano per recarci a Como, esattamente al Duomo della bellissima città.

 

Sulla facciata anteriore del Duomo di Como vi è un rosone molto simile a quello del Duomo di Milano che raffigura un Triskell.

 

 

 

Ma la zona del lago di Como ha ancora dei delle bellezze e dei segreti da svelare….

 

 

 

 

 

 

A Lasnigo tra Erba e Canzo vi si trova una piccola chiesetta situata su un promontorio o forse, è meglio dire su una collinetta...

 

In questa chiesetta vi sono numerosi affreschi, e nella parte inferiore dell'affresco situato sulla sinistra di fianco all'altare vi sono dei triskell

 

Abbiamo faticato tantissimo per ottenere queste fotografie, che ci erano state un tempo negate da una persona che dicendo di essere delle belle arti non aveva voluto lasciarci scattare nessuna fotografia, ma pochi giorni fa, tornando e in quella chiesetta abbiamo trovato due simpaticissime persone anziane (ma anziane è un termine per indicare il fatto che erano molto più sagge) che ci hanno lasciato fotografare tutto quello che volevamo a patto di non usare il flash.

Queste due donne erano lì per vendere delle bamboline il cui ricavato servirà per il restauro della chiesetta, se passate di lì compratele, sono molto belle.

Inutile dire che Elena è rimasta a parlare per quasi un'ora in lombardo con loro mentre io scattavo numerosissime fotografie.

 

Proseguendo verso il passo del Ghisallo, arriviamo a Canzo, qui sapevamo che esisteva un antico tumulo di probabile origine celtica. Ma non sapevamo dove fosse.

Dopo aver cercato in lungo ed in largo abbiamo trovato un piccolo caseggiato in cui aveva sede un'associazione montana.

Siamo subito stati colpiti dalla simbolo che spiccava sul piccolo monumento davanti alla costruzione.

Entrando abbiamo chiesto dove fosse il tumulo e ci è stato detto che era proprio all'interno della scuola media davanti al associazione.

Non ci siamo persi d'animo e abbiamo citofonato al bidello che ci ha fatto gentilmente entrare e ci ha permesso di fotografare il tumulo da vicino.

 

Abbiamo perciò visto come in differenti epoche ed in differenti luoghi un simbolo come il triskell è comunque presente, altre testimonianze della continuità della cultura celtica che arriva fino ai giorni nostri si possono facilmente trovare con un minimo di tempo e spirito d'avventura.

Spero che questa breve ricerca vi sia piaciuta e sia di stimolo per poter continuare il nostro lavoro aggiungendo nuove ed interessanti informazioni.

Ciao a tutti da Gianluca ed Elena.