CHI ERANO I CELTI

 

Nell'immaginario collettivo spesso, i Celti vengono immaginati come un popolo barbaro, sanguinario, dedito alla guerra ed alla razzia. Questo è quanto ci viene spesso detto dai testi scolastici (quando ne parlano) , che trattano la storia con una visione di parte, volta al considerare l'avvento dell'impero romano come "civilizzatore dei popoli Celti. In realtà chi erano i Celti ?

Le fonti ufficiali attestano l'inizio della civiltà celtica definendola "protoceltica" attorno al quarto secolo prima della nascita di Cristo, ma queste popolazioni non potevano essere nate dal nulla, dobbiamo perciò domandarci da dove venivano e in quale luogo aveva avuto origine la loro cultura e civiltà.

Per rispondere possiamo affidarci alla ricerca archeologica, che in questi ultimi decenni ha compiuto notevoli passi avanti con scoperte importanti, allo studio di storici e studiosi contemporanei come Venceslas Kruta, Roberto Corbella e Giancarlo Minella (dell'Associazione Terra Insubre), solo per citarne alcuni, allo studio antropologico e delle credenze religiose delle popolazioni celtiche.

I Celti furono, secondo alcuni studiosi, i primi abitanti dell'Europa e costituirono un popolo unito sia culturalmente che linguisticamente. Questi studiosi sono concordi nell'affermare che la popolazione celtica sviluppò una cultura autoctona già a partire dal periodo Paleolitico (VI° millennio a.C.), questa prima espressione del mondo celtico pare fosse stanziata tra il Danubio e il Volga, ma anche in Francia, Danimarca, le regioni del Reno e in Boemia. L'assenza di documentazione scritta ( i Celti iniziarono a scrivere solo in età tarda avendo per tradizione raccontato le proprie storie e leggende per trasmissione orale) , assieme all'opera di distruzione perpetuata nei secoli, che hanno cancellato tracce delle tradizioni e degli antichi costumi celtici, sono fattori che hanno reso il compito della ricerca ancora più difficile.

Altri studiosi sostengono la tesi secondo la quale i primi Celti appartenevano alla famiglia dei popoli di etnie indo-germaniche, emigrati dall'Asia verso l'Europa. Questi ebbero come centro di partenza le steppe a sud-est dei monti Urali, nell'attuale Russia, nei pressi della regione denominata dei kurgani, dal russo "kurgan", ossia "tumulo", già a partire dal 5.000 a.C. Da qui si spinsero successivamente verso l'Iran e a occidente verso l'Europa. Tuttavia nessuna tradizione occidentale, e nessun dato scientifico ci permettono allo stato attuale di stabilire con sicurezza e in modo del tutto inequivocabile l'esattezza di tale ipotesi.

Altri ancora affermano che i Celti in realtà siano autoctoni della Gallia transpadana (Francia), delle isole britanniche, e delle Alpi svizzere. Da qui discesero in ondate successive verso la Gallia Cisalpina (Nord Italia), la Germania, una parte della Scizia e di là si diressero verso l'India sotto la guida di Ram che portava come insegna una testa d'ariete. Ram, un sacerdote, avrebbe condotto quei Celti fuori dalla loro terra per evitare una imminente guerra fratricida.

I Celti un tempo erano diffusi nella maggior parte dell'Europa e una piccola parte dell'Asia, e fondarono in ondate migratorie successive otto grandi ceppi:

1. Celtiberi (Spagna)
2. Celto Belgi
3. Celto Brettoni (Bretagna)
4. Galli Cisalpini (Nord Italia)
5. Celto Alpini (Danubiani, Svizzera, Austria)
6. illiri (monte Scordo)
7. macedoni o Traci
8. Celto asiatici che fondarono il regno a Galazia.

Secondo quest'ultima tesi, da questi otto ceppi si formarono successivamente altre tribù celtiche autoctone, così, in realtà i Celti, i Galati, i Galli e i Gallesi, descritti dai testi classici, costituirono un'unica stirpe. Fu lo stesso Giulio Cesare ad ammettere che molte città del Nord Italia furono edificate dai Celti, diversamente da quanto comunemente si pensa.

Gli storici greci e romani non potevano descrivere altro che le ultime migrazioni dei popoli celtici, a loro contemporanei, così che per le epoche anteriori, ci dobbiamo affidare necessariamente all'archeologia ed agli studi compiuti recentemente in vari campi, storici ed antropologici per poterne capire la cultura. Purtroppo in passato esistevano documenti che attestavano probabilmente le antiche origini dei Celti, ma vennero completamente distrutti. Nel 47 a.C. esisteva a Bibracte, il cuore della scienza celtica, una villa famosa per il suo collegio di Druidi, per la sua civiltà e le sue scuole, in cui quattrocentomila studenti si applicavano alla filosofia, letteratura, medicina, astrologia, scienze occulte, possedeva un anfiteatro circondato da statue colossali, che poteva contenere centomila spettatori. Giulio Cesare la attaccò, la incendiò e distrusse i rotoli e i manoscritti celtici che lì erano conservati.

Oggi possiamo solo raccogliere informazioni tramite l'archeologia, lo studio dei detti e dei racconti popolari (che spesso sono di origini profondamente antiche) e gli scritti storici che ci vengono dall'antica Roma, che nonostante spesso siano "di parte" ci danno un'idea di quello che doveva essere il popolo celtico durante la nascita, e l'espansione dell'impero romano. Del periodo precedente la nascita dell'impero romano invece ci possiamo affidare unicamente all'archeologia ed all'antropologia culturale.